
Uno dei problemi più comuni nell’attività di orientamento è la “delega” da parte dell’utente. Molti, specialmente nel contesto delle politiche attive del lavoro, si aspettano che sia l’orientatore a fare tutto: trovare il lavoro, scrivere il CV, gestire la comunicazione con i datori di lavoro. Questa posizione passiva, tuttavia, può ostacolare non solo l’efficacia del percorso di orientamento, ma anche la crescita professionale dell’utente stesso.
La Delega nell’Orientamento: Perché Avviene e Come Può Essere Nociva
Questo approccio delegante può derivare da diversi bias cognitivi e sociali che influenzano l’utente, come l’idea che l’orientatore svolga una funzione “genitoriale”, o la percezione che il proprio ruolo sia limitato a una partecipazione passiva. Tuttavia, quando l’utente delega completamente la responsabilità, si rischia di compromettere l’efficacia della ricerca di lavoro e di minare la sua autonomia futura.
Gli approcci attuali all’orientamento sottolineano l’importanza di un ruolo attivo dell’utente, che deve partecipare e assumere responsabilità diretta per le proprie scelte e azioni. Solo così potrà sviluppare la competenza necessaria per affrontare in autonomia eventuali transizioni lavorative in futuro.
Strategie per Gestire la Delega e Promuovere l’Autonomia
Per gestire e trasformare questo atteggiamento delegante, l’orientatore può adottare una serie di strategie pratiche che aiutino l’utente a diventare protagonista del proprio percorso.
- Definire i Ruoli
È essenziale chiarire fin da subito che l’orientatore è una guida e un facilitatore, ma che l’utente è responsabile del proprio percorso. Questo aiuta a stabilire un equilibrio e a evitare incomprensioni. - Chiarezza sugli Obiettivi
Definire apertamente gli obiettivi del percorso e sottolineare che il successo dipende dall’impegno dell’utente. Questo passaggio contribuisce a creare un senso di responsabilità condivisa. - Comunicazione Trasparente
Mantenere una comunicazione chiara e onesta sui limiti del supporto fornito dall’orientatore. Una comunicazione trasparente è essenziale per prevenire aspettative irrealistiche e per instaurare un rapporto di fiducia. - Empatia e Ascolto Attivo
Mostrare empatia e ascolto attivo consente di comprendere meglio le difficoltà dell’utente. Questo approccio facilita un ambiente in cui l’utente si sente compreso e motivato a collaborare attivamente. - Stabilire i Limiti del Ruolo
Comunicare assertivamente i confini del proprio ruolo e l’importanza della responsabilità individuale dell’utente aiuta a costruire una relazione equilibrata, nella quale l’orientatore è un supporto ma non un sostituto delle azioni del cliente. - Restituire Importanza all’Utente
Rinforzare l’idea che è l’utente il vero attore del proprio percorso. Ricordare costantemente che il successo delle azioni dipende dal suo impegno contribuisce a creare una mentalità proattiva. - Dare Compiti Pratici
Assegnare compiti specifici tra una sessione e l’altra offre all’utente l’opportunità di mettersi alla prova e di partecipare attivamente al percorso. Esempi possono includere la redazione di una bozza del CV o la ricerca di annunci di lavoro pertinenti. - Feedback Costruttivo
Discutere i risultati dei compiti nelle sessioni successive permette di fornire feedback costruttivo. Questa pratica non solo aiuta l’utente a migliorare, ma rafforza anche la sua fiducia nel processo. - Mobilitare le Risorse Interne
Utilizzare tecniche di coaching per aiutare l’utente a riconoscere e sfruttare le proprie risorse. Questo approccio favorisce la consapevolezza delle proprie capacità e aumenta l’autoefficacia. - Gestire le Resistenze
L’orientatore può affrontare atteggiamenti remissivi o aggressivi utilizzando tecniche di gestione dei conflitti. Lavorare su un piano d’azione condiviso può aiutare a ridurre le resistenze e a trasformare il percorso in un’esperienza di crescita.
Conclusione: L’Utente Protagonista del Proprio Percorso
Affrontare la “delega” richiede un approccio equilibrato che combina empatia, chiarezza e strategie pratiche. L’obiettivo è trasformare l’utente in un attore consapevole e attivo, capace di prendere in mano il proprio percorso professionale. Solo con questa attitudine potrà affrontare con autonomia e fiducia le sfide future del mondo del lavoro.
A cura di Duccio Bianchi Membro del Consiglio Direttivo Registro Nazionale Orientatori® promosso da L. Evangelista.
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