Barometro RENO 9/2026: la prima fotografia di una professione amata ma fragile

Prima edizione, settembre 2026. Hanno risposto 121 operatori dell’orientamento.

Del lavoro di chi fa orientamento in Italia si parla molto e si sa poco. Con il Barometro RENO abbiamo deciso di colmare questo vuoto partendo dalla fonte più diretta, la voce degli operatori. Questa prima edizione ha raccolto 121 risposte, e restituisce il ritratto di una professione ricca di senso per chi la esercita ma segnata da una forte fragilità economica.

Un anno di stabilità, un futuro guardato con prudenza

L’ultimo anno è stato all’insegna della stabilità: il 43% dei rispondenti giudica la propria situazione invariata, con un saldo appena positivo tra chi è migliorato e chi è peggiorato. Sul futuro, però, la cautela cresce, ed emerge il contrasto più interessante della rilevazione: gli operatori guardano al proprio destino personale con più fiducia di quanta ne ripongano nel settore nel suo complesso, dove chi prevede un calo delle opportunità supera chi ne prevede una crescita.

C’è un dato che merita attenzione particolare: più si dipende economicamente da questo lavoro, più lo sguardo si fa prudente. Chi fa dell’orientamento la propria attività principale prevede una crescita del settore solo nel 14% dei casi, contro il 41% di chi lo pratica come attività parziale. Sono cioè gli operatori più esposti a essere i meno fiduciosi.

Consiglieresti la professione?

È la domanda che abbiamo scelto come indicatore-bandiera del Barometro, da seguire edizione dopo edizione. La risposta racconta un’ambivalenza netta: il 55% consiglierebbe la professione, ma soltanto il 12% senza riserve. All’estremo opposto, oltre un operatore su cinque la sconsiglia, e quasi uno su quattro non se la sente di dare un giudizio. Chi la ama ne rivendica il senso, ma quasi sempre aggiunge un “ma” economico.

Le paure sono economiche e strutturali

Le tre preoccupazioni dominanti sono la riduzione dei finanziamenti pubblici (57%), i compensi troppo bassi (49%, ad esempio compensi sui 20/22 €/ora) e la discontinuità degli incarichi (48%). Dietro il primo timore, le risposte aperte fanno emergere un volto molto preciso, la dipendenza dal ciclo dei fondi pubblici e in particolare l’incognita legata alla fase successiva al programma GOL. Come sintetizza un rispondente: “Termine di GOL, nessuna politica attiva che la sostituisca”.

Dove si vedono le opportunità, e come ci si prepara

Le aspettative si concentrano su agenzie per il lavoro ed enti di formazione, mentre scuole e servizi pubblici per l’impiego risultano gli ambiti dove è più ampia la distanza tra la presenza attuale degli operatori e le opportunità attese. Per procurarsi lavoro, gli operatori puntano sul contatto diretto con enti e agenzie, sulla presenza online e il personal branding, sul networking e la partecipazione a bandi. Sul fronte delle competenze, accanto alla formazione continua emergono la specializzazione sull’inclusione, la diversificazione verso l’area HR e il coaching, e l’intelligenza artificiale, percepita al tempo stesso come rischio e come competenza da acquisire.

Una fotografia di partenza

Il Barometro è una rilevazione volontaria e il campione, sbilanciato verso il Centro-Nord e i liberi professionisti, descrive i partecipanti e non pretende di rappresentare l’intera categoria. Ma è proprio questa la prima edizione di una serie: il valore vero arriverà dal confronto nel tempo. Dalla prossima potremo dire se l’attrattività percepita della professione sta salendo o scendendo.

📥 Il rapporto completo, con tutti i grafici e le analisi per gruppi, è disponibile qui: Barometro_RENO_report_2026-09_v3

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