Il Valore Profondo dell’Orientamento Professionale: Un Percorso di Crescita oltre l’Impiego Immediato

Durante la pandemia, ho avuto l’opportunità di seguire una giovane grafica all’interno di un percorso di orientamento professionale, parte di un progetto di politiche attive del lavoro. Nonostante i nostri sforzi e le attività svolte durante i 10 incontri, il difficile periodo storico e le poche opportunità disponibili ci hanno impedito di trovare per lei un’offerta di lavoro adeguata. Tuttavia, al termine del percorso, questa esperienza si è rivelata molto più profonda e significativa di quanto mi aspettassi.

Costruire un Percorso Oltre la Ricerca Immediata

Nel nostro percorso, abbiamo lavorato su vari aspetti pratici e strategici della sua carriera: la revisione del curriculum vitae, l’iscrizione nei database di ricerca di lavoro, la redazione di lettere di presentazione efficaci e la pianificazione di un progetto di carriera. Ma ciò che alla fine è emerso è stato qualcosa di molto più personale e prezioso. La giovane grafica, con sincerità, mi ha confidato quanto questo percorso avesse influito sulla sua fiducia e tranquillità. Nonostante l’assenza di un impiego immediato, il supporto ricevuto durante quei mesi l’aveva aiutata a sentirsi più sicura, determinata e meno ansiosa riguardo alla ricerca di lavoro.

Questa esperienza mi ha portato a riflettere sul vero valore dell’orientamento professionale. L’orientamento va oltre il semplice supporto per la ricerca di un impiego: è un percorso che, con ascolto e presenza empatica, aiuta le persone a trovare maggiore sicurezza e a ridurre lo stress legato all’incertezza del futuro.

Il Ruolo Trasformativo dell’Ascolto e dell’Empatia

Il processo di orientamento professionale può essere profondamente influenzato dall’ascolto e dalla capacità di accogliere l’individuo con empatia. In questo, mi sono ricordato delle parole dello psicologo Carl Rogers, il quale affermava: “Il paradosso curioso è che quando mi accetto così come sono, allora posso cambiare.” L’ascolto empatico e la presenza autentica dell’orientatore favoriscono questo tipo di accettazione e portano la persona a sentirsi più aperta verso il cambiamento.

L’orientatore, quindi, non solo offre strumenti pratici, ma crea uno spazio di accoglienza e comprensione che permette al cliente di esplorare i propri timori e di trovare, con maggiore serenità, una direzione per il proprio futuro.

L’“Holding Environment” di Winnicott e il Supporto nell’Orientamento Professionale

Un concetto interessante che ci aiuta a comprendere ulteriormente il valore di un ambiente di supporto è quello di “holding environment” teorizzato dal pediatra e psicoanalista Donald Winnicott. Sebbene Winnicott avesse inizialmente applicato questo concetto alla relazione madre-bambino, è possibile fare un parallelo con l’ambito dell’orientamento. Nella teoria di Winnicott, l’“holding environment” rappresenta quell’ambiente sicuro e di sostegno che permette al bambino di sentirsi accolto e protetto, stimolando così la sua esplorazione e crescita.

Nel contesto dell’orientamento professionale, creare un ambiente sicuro equivale a costruire un rapporto di fiducia e supervisione costante. Questo ambiente di supporto, proprio come nel modello di Winnicott, offre un punto di riferimento stabile e affidabile che aiuta il cliente a orientarsi nel “mare turbolento” della ricerca di lavoro. L’orientatore, dunque, diventa un pilastro, una figura che guida il cliente verso una maggiore fiducia in se stesso e nella propria capacità di affrontare le sfide.

La Vera Misura del Successo nell’Orientamento

Questa esperienza mi ha insegnato che, anche quando i risultati immediati non sono tangibili, il valore dell’orientamento professionale si esprime nel supporto emotivo e psicologico che fornisce. L’ascolto, la presenza empatica e la supervisione contribuiscono a un profondo senso di benessere e crescita personale e professionale. Il vero successo nell’orientamento non risiede esclusivamente nell’ottenimento di un impiego, ma nella capacità dell’orientatore di instillare fiducia e dare strumenti utili per affrontare con serenità e determinazione la propria progettualità futura.

Attraverso questo percorso, l’orientatore diventa un facilitatore di resilienza e autoconsapevolezza, offrendo ai clienti la possibilità di crescere come persone e come professionisti, indipendentemente dai risultati immediati.

A cura di Duccio Bianchi Membro del Consiglio Direttivo Registro Nazionale Orientatori® promosso da L. Evangelista.

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