
L’anno scolastico è appena concluso, e come ogni estate, è tempo di scelte e di riflessioni. Il tema della scelta scolastica e universitaria è qualcosa che ho sempre sentito profondamente, poiché, come molti, ricordo il mio percorso personale come un susseguirsi di tappe intense, a volte faticose ma anche ricche di significato. Scegliere la scuola superiore e poi l’università non è mai stato facile, e queste decisioni sono spesso influenzate da tanti fattori, a volte inconsapevoli e altre volte condizionanti.
Oggi, i giovani affrontano le stesse difficoltà, influenzati, come lo siamo stati noi, dal contesto e dalle aspettative della società. Recentemente ho seguito il percorso di orientamento di una ex studentessa liceale, oggi universitaria, che cercava di capire quale fosse davvero il proprio posto nel mondo. La sua storia di scelta e cambiamento è un esempio di come il cammino verso la propria realizzazione possa essere lungo e pieno di deviazioni.
Il Dubbio e la Ricerca di Concretizzazione
Questa giovane, nonostante avesse concluso la scuola superiore con buoni risultati, sentiva una profonda insoddisfazione per il percorso intrapreso. Si definiva “pentita” della scelta della scuola superiore, che trovava troppo “generale”. Iniziò quindi un percorso universitario specifico e tecnico, convinta che una formazione più concreta le avrebbe offerto maggiori possibilità. Tuttavia, questa strada non le portò la soddisfazione sperata: i voti erano discreti, ma mancava la motivazione, la passione.
Dopo un anno sabbatico di riflessione, decise di cambiare rotta, scegliendo un corso di studi più generale, una continuazione naturale del suo percorso liceale. Questa scelta, seppure carica di qualche dubbio, le ha dato nuova energia e una rinnovata soddisfazione. Oggi, si sente rinata e affronta il futuro con maggiore ottimismo.
Cosa È Cambiato?
Cosa ha spinto questa giovane a cambiare direzione? Semplicemente, ha realizzato che non aveva senso proseguire su una strada che non le apparteneva, camminando in “scarpe che non erano le sue”. La consapevolezza di voler seguire un percorso che fosse davvero suo l’ha guidata verso una scelta che sente più vicina a se stessa.
Le Statistiche: Strumenti di Riflessione, non di Scelta
Questa storia ci offre una lezione importante come orientatori. I dati e le statistiche sull’occupabilità sono strumenti preziosi per comprendere le tendenze del mercato del lavoro e informare le scelte, ma non devono diventare l’unica bussola per guidare i giovani. Se ci limitiamo a consigliare percorsi basati solo sui dati, rischiamo di trascurare aspetti fondamentali come le passioni, le attitudini e le motivazioni personali. L’orientamento dovrebbe infatti aiutare le persone a trovare la propria strada, non a conformarsi a una realtà che non sentono propria.
Riflessioni Personali: Lasciare Che la Vita Scegli per Te
Anche io, prima di lavorare come orientatore, credevo che scegliere una strada concreta fosse l’unico modo per raggiungere un obiettivo. Tuttavia, col tempo ho capito che, se le scelte che facciamo non ci appartengono, sarà la vita stessa a ricordarcelo, portandoci inevitabilmente verso un cambiamento. La libertà di scegliere include anche la possibilità di sbagliare, e questo non deve essere vissuto come un fallimento ma come un’occasione per imparare e crescere.
Liberi di scegliere, e liberi, eventualmente, di sbagliare.
A cura di Duccio Bianchi Membro del Consiglio Direttivo Registro Nazionale Orientatori® promosso da L. Evangelista.
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